Il Blog Della Libertà

Deep Purple - Stormbringer

Luglio 4, 2008 · Nessun Commento

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Il Discepolo 1816

Luglio 4, 2008 · Nessun Commento

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similitudini analogie puramente casuali…

Luglio 3, 2008 · Nessun Commento

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Cronaca nera,ultima ora: Bambola stanca d’essere solo una gnocca oggetto da monta uccide un nano

Luglio 3, 2008 · Nessun Commento

L’invasione delle ultragnocche di Marco Travaglio
 
C’è un discreto scarto fra gli editoriali pensosi alla Pigi Battista sul malaugurato “scontro fra politica e giustizia” e sul “dialogo costituente” che forse ritorna grazie agli estintori quirinaleschi, e i resoconti dei “retroscenisti” alla Scodinzolini, sempre appostati nella pochette di questo e quello.

Da giorni sono mobilitate a colpi di codici e pandette, precedenti giurisprudenziali e citazioni dotte il Capo dello Stato, il Csm, la Corte Costituzionale, il Parlamento, il Governo, l’Associazione Nazionale Magistrati, le Camere Penali, l’Associazione Costituzionalisti Italiani, l’Autorità Garante della Privacy, presto fors’anche la Commissione Europea, l’Alta Corte di Giustizia di Lussemburgo e la Corte dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo. Il tutto perché un ometto, un certo Al Pappone, ha problema molto più prosaico e urgente, che Vittorio Feltri ha voluto sintetizzare su “Libero” con un titolo in chiaroscuro:
 “Il guaio è la gnocca”. In sintesi: l’han beccato a parlare al telefono di e con certe ragazze che lui chiama “le mie fanciulle” (per distinguerle dalle “mie bambine”, che sarebbero le ministre Carfagna, Brambilla e Gelmini) e che, non sapendo recitare, devono lavorare per Raifiction dell’amico Agostino Saccà. Il quale s’incarica poi di “migliorare” prima dell’uso quelle dall’aria “un po’ strappona” (“strappona che a Roma vuol dire bona, bonacciona, capito? Diciamo non anglosassone”, precisava l’insigne linguista). Ricapitolando: le “fanciulle” le paghiamo noi col canone; le “bambine” le paghiamo pure noi con la diaria parlamentare e lo stipendio ministeriale. Poi ci sono quelle brave: ecco, quelle le prende Mediaset. Ma si sa com’è fatta la gnocca: inizialmente si presenta bene, col volto suadente e seducente che fa impazzire i maschi latini e non. Poi però la gnocca s’incattivisce. Se non
 l’accontenti, va in giro a raccontare cose poco carine. Non ci sono più le gnocche di una volta,che si tacitavano con una boutique. Oggi c’è la gnocca presidenziale, molto più pretenziosa. Quando va bene, vuole “la parte” a Raifiction, ma mica un “ruolino”: protagonista. Altre più sofisticate puntano a un ministero. E i ministeri, specie dopo la malaugurata riforma Bassanini, sono pochini. Mentre le gnocche sono tante, troppe. E il dicastero lo vogliono col portafoglio, mica senza. Antonella, per esempio, è insoddisfatta: “Sta diventando pericolosa,è pazza, s’è messa in testa che io la odio, che ho bloccato la sua carriera artistica. È andata a dire delle cose pazzesche in giro. Agostino, falle una telefonata e dille che continuo a dirti: io devo far lavorare la Troise. Sottolinea un mio ruolo attivo…”. Si potrebbe fare ministro anche lei, o almeno sottosegretario. Ma con quale delega? Al senatore italo-australiano Nino
 Randazzo, in cambio del ribaltone, Al aveva offerto quella all’Oceania. Ma ad Antonella? Viceministro alle Autoreggenti? Ai Wonderbra? All’Intimissimo? Ecco: a un certo punto la gnocca ha una mutazione genetica, diventa perfida, ti si rivolta contro. E che si fa contro l’invasione delle ultragnocche? Superman aveva la Kriptonite. Al ha il Decreto. E, se qualcuno obietta che non c’è necessità né urgenza, gliele spiega lui, la necessità e l’urgenza: o esce il decreto o escono le telefonate. E’ vero che il direttore di “Europa”, dalla clandestinità, ha invitato i giornalisti veri a “censurarle”. Perché, come dice lui, “si fa un uso politico delle intercettazioni”. Ma se denunciare l’uso politico dei pentiti, dei testimoni e delle toghe rosse è facile, dimostrare che pure le microspie si mettono d’accordo per incastrare gli avversari politici è decisamente più arduo. Qui non è la parola di un altro contro la tua: è la
 tua parola contro la tua. E lui le sue le conosce bene, perché le ha pronunciate lui. Veronica, intanto, ha smesso di scrivere ai giornali e prende appunti. Su tutto. Anche su quella graziosa signorina dal cognome giacobino, Virginia Saint-Just, che avrebbe avuto l’appoggio di Silvio nel divorzio dal marito agente segreto, più un alloggio gratis a Campo de’ Fiori, mentre l’ex consorte veniva licenziato dal Sisde. Se qualche membro del Csm ci è rimasto male nell’apprendere dal Colle che è vietato definire incostituzionale una legge incostituzionale, sappia che è per una causa di forza maggiore: la gnocca. “Costituzione” non si può più dire. Gnocca invece sì.

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Ogni epoca ha i suoi strumenti di propaganda e adesso consigli per gli acquisti…

Luglio 3, 2008 · 2 Commenti

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Tutti i regimi si fondano sulla propaganda.

Tutti hanno i loro strumenti di creazione e diffusione di false verità.

Il Ministero della Cultura Popolare (il Minculpop) di Pavolini, la Pravda del Cremlino, il Ministero della propaganda di Göebbles, eccetera.

Oggi tanti giornali, televisioni, intellettuali prêt-à-porter.

Ogni epoca ha i suoi strumenti di propaganda.

Ed è sorprendente quanti uomini dai titoli accademici prestigiosi e dalle cariche istituzionali più elevate si prestino, in ogni epoca, a fare da servi e portaborse della propaganda del momento e con quale passione e con quanta sicumera difendano e propagandino come ovvie delle solenni menzogne, il cui unico fine è la manipolazione dell’opinione pubblica.


La bufala della settimana è stata l’affermazione che il Consiglio Superiore della Magistratura, se avesse detto nel suo parere sul c.d. “Decreto sicurezza” (che già nel nome è una menzogna della propaganda, avendo come fine notoriamente tutt’altro), che il “pacchetto” è incostituzionale, avrebbe abusato dei suoi poteri e usurpato quelli della Corte Costituzionale.
Per spiegare questa cosa qui al Presidente della repubblica, sono addirittura andati a trovarlo i Presidenti di entrambe la Camere.
Ciò che fa impressione non è l’assurdità dell’assunto, ma che lo si possa sostenere senza conseguenze e addirittura da parte di titolari di cariche di vertice dello Stato.

Le cose stanno in modo del tutto diverso ed è molto semplice descriverle.

1. Il C.S.M. ha per legge il potere di dare pareri «sui disegni di legge concernenti l’ordinamento giudiziario, l’amministrazione della giustizia e su ogni altro oggetto comunque attinente alle predette materie» (art. 10 della legge 24 marzo 1958, n. 195, “Attribuzioni del Consiglio Superiore”).

2. La Corte Costituzionale non dà «pareri» di costituzionalità. Decide della costituzionalità delle leggi.

3. Chiunque è in grado di capire la differenza che c’è fra «dare pareri» su una cosa e «decidere» della cosa.

Per chi avesse la mente confusa, possiamo dire che quando un avvocato dà un parere sulla legittimità o meno di una certa attività non sta usurpando i poteri del Tribunale che sulla legittimità o meno di quella attività si dovrà pronunciare.

Se la tesi che chi opina su una cosa usurpa poteri giurisdizionali altrui avesse un qualche senso, si avrebbe il seguente questo paradosso.

Tizio picchia un bambino.

Caio lo vede e gli dice: “Si fermi. Ciò che lei sta facendo è illegale”.

Tizio replica: “Come si permette! Lei usurpa i poteri del Tribunale. Solo il Tribunale può giudicare dell’illegalità o meno della mia condotta”.

Si tratta, è ovvio, di illogicità pura.

4. I pareri del C.S.M. non sono vincolanti. Sono, appunto, “pareri”.

5. Ovviamente i pareri non sono predeterminabili nel contenuto, che dipende dai casi concreti.

6. Il Parlamento può disattendere del tutto i pareri del C.S.M.. Non sembra che possa impedirne l’emissione.

7. Non è possibile capire, né i Presidenti delle Camere lo hanno in qualche modo spiegato né sembra che nessuno possa spiegarlo perché non si può spiegare l’illogico, perché il C.S.M. non potrebbe dire in un suo parere che una norma appare incostituzionale.

Sono un giurista. Mi viene chiesto un parere su una norma che dice: “Da domani si processano solo i neri. I bianchi mai più”. Mi sembra ovvio che questo viola l’art. 3 della Costituzione. Mi sembra che questa sia la cosa più importante da osservare e l’unico parere che ha un senso dare.

Non lo posso dare, perché se do questo parere violo le prerogative della Corte Costituzionale!

La cosa che ci deve fare riflettere molto seriamente non è che a qualcuno venga in mente un’assurdità del genere. E’ che possa dirla in pubblico e convincere tutti che è giusta.

Ma la propaganda non si accontenta mai e quindi sprofonda sempre più nei paradossi e nelle contraddizioni.

Ed ecco che uno dei Ministri che si è stracciato le vesti dinanzi alla prospettiva che il C.S.M. violasse le prerogative della Corte Costituzionale, non ritiene – e con lui i Presidenti delle Camere e tutto il Paese – che sia gravissima violazione della separazione dei poteri che il Ministro dell’Interno insulti un giudice che, appunto giudica, perché ha fatto un provvedimento del tutto legittimo, ma che a lui non piace.

E così il Ministro Maroni insulta il nostro collega Giorgio Piziali, magistrato per bene, competente, imparziale, perché si è permesso di non obbedire agli ordini della polizia.

A questo link un articolo sulla vicenda.

A quest’altro link un altro.

A questo link il testo integrale del parere del C.S.M. sul c.d. “Decreto sicurezza”.

A questo link l’intervento del Vicepresidente del C.S.M. nella seduta del plenum che ha approvato quel parere.

A questo link un articolo del prof. Rodotà.

Una sola osservazione ancora: se si cerca una situazione che, nel corso della storia, è indizio sicuro dell’esistenza di un regime e della perdita dei valori costituzionali, essa è quella nella quale il Ministro dell’Interno può dettare ordini ai giudici ed esigere che emettano sentenze conformi alle aspettative del Governo.

 

 

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Jumpin’ Jack Flash - The Rolling Stones

Luglio 1, 2008 · Nessun Commento

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Marco Travaglio - Sua impunita’

Luglio 1, 2008 · Nessun Commento

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Caro autistico Walter Veltroni…

Luglio 1, 2008 · Nessun Commento

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Silvio il magnaccion (Funk Talking)

Giugno 30, 2008 · Nessun Commento

 

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Unica opposizione: 8 luglio, niente bandiere

Giugno 30, 2008 · 6 Commenti

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Sinistra o non sinistra magnacce o ducetti in odore di mafia NOI ARRIVEREMO A ROMA!!! malgrado voi popolo di ignavi..

Giugno 30, 2008 · Nessun Commento

 
Finalmente l’uomo nero, l’orco delle fiabe è riapparso. Ci mancava un po’, diciamo la verità. Quando non c’è lui, manca qualcosa. Per la precisione mancano le critiche dei giornalisti difensori della libertà; mancano i girotondi; manca la satira che attacca il potere; manca Moretti che fa i film; mancano i difensori della democrazia e della Costituzione. Insomma, quando non c’è Berlusconi, manca la sinistra. Che infatti, quando aveva la maggioranza in Parlamento ed era al governo, è sparita per due lunghi anni. Silenzio su tutto il fronte, non un colpo sparato.

Ma a noi la sinistra manca, quando non c’è. E’ una questione sentimentale. Non ti puoi affezionare a Calderoli e al suo sguardo appoggiato al doppiomento; non puoi andare dietro ad Fini con la kippà e a Berlusconi con la bandana, contemporaneamente. A chi ha un po’ di gusto estetico, la destra non piace. Suvvia, sono belli, ma non ti “prendono”. Sono come i cani di razza, dal pelo lucido e le gambe snelle: li guardi, ma non li ami. A te piacciono i bastardini, col pelo arruffato…

i graffi sulle orecchie e la gambina spezzata. Secchi secchi, con la lingua di fuori. Quelli sono i cani per cui ci si può perdutamente innamorare.

Eccola allora la sinistra che torna, una volta buttata fuori dal Parlamento. Tornano i giornalisti che si svegliano dal loro torpore e tornano i protestori, quelli che gridano al fascismo e agli attacchi alla Costituzione.

Sono teneri questi della sinistra, ma dopo un po’ scassano. Anche il più batuffoloso dei cuccioli, dopo che ha abbaiato sei ore, stanca. Abbiamo capito, vi siete sfogati con Berlusconi, però adesso basta. Tanto non siete credibili, quando abbaiate.

E’ vero, Berlusconi non è esattamente il massimo che ci si possa aspettare da un consesso civile. Uno come lui, in qualsiasi gruppo umano, verrebbe scartato e lasciato ai margini, al massimo gli si pagherebbe da bere per ridere delle sue spacconate.

Berlusconi, però, è solo un residuo. E’ uno dei tanti residui organici non riciclati della Guerra Fredda. Berlusconi era un ingranggio di quel sistema ufficialmente inesistente che legava servizi stranieri e italiani, mafia, pezzi di Vaticano, massoneria, terroristi rossi, neri e mediorientali in un sodalizio paracriminale volto alla difesa dei propri privilegi contro la popolazione italiana e con la scusa del “comunismo”. Si è costruito un impero edilizio e mediatico, è riuscito a far assimilare ad un gran numero di italiani quella parte di subcultura popolare televisiva già ben funzionante in America ed ha creato un blocco editoriale che sosteneva ideologicamente quel sodalizio paracriminale.

Poi però quel sodalizio ha perso la sua ragion d’essere. Il mondo è cambiato, il comunismo non si poteva più usare come scusa ed in fondo l’Italia non aveva più quel ruolo strategico che aveva prima. E così, la rete che sosteneva Berlusconi è venuta meno, e Berlusconi è rimasto senza amici. Anzi, non proprio senza: gli sono rimasti gli amici scomodi, quelli lasciati con le spalle scoperte anche loro, dopo che era finita la pacchia gentilmente fornita dagli amici d’oltre oceano.

Berlusconi si è trovato senza protezioni e, quindi, come tutte le puttane che perdono il protettore, anche a lui è toccato di essere pestato per bene. Non che non lo meritasse e non che ci sia stata alcuna congiura contro di lui da parte dei giudici. E’ solo che quando qualcuno ha smesso di depistare, di non controllare a dovere e di scrivere le sentenze a tempo di record, il castello è crollato. Un pedone sacrificabile, lasciato al suo destino.

Per questo si è messo in politica. Il potere non lo proteggeva più ed era necessario proteggersi da solo. E proteggere i propri amici, che sono una razza particolare di amici, quelli molto incazzosi, secondo i quali non averti rapito trent’anni prima significa che sei loro debitore in eterno.

Ovviamente per proteggersi ha dovuto ricrearsi un nuovo giro di amici, ed ecco allora l’allegra banda di cattolici adulteri, di fascisti in visita permanente allo Yad Vashem, di secessionisti che giurano sulla bandiera italiana. Una vera Corte dei Miracoli, dove Silvio IV comanda da vero re. E insieme a questi amici sta brigando per mettersi a posto e per mettere a posto soprattutto i suoi amici incazzosi. Poi, a lui non importano le conseguenze delle sue azioni, come non sono mai importate ai suoi predecessori. Ha portato un branco di affamati al banchetto e questi hanno perso ogni limite e cercano in tutti i modi di placare la loro fame ancestrale.

Ed ecco che puntuale scatta il coro della sinistra. Il che, da un punto di vista formale, non è nemmeno del tutto errato. Ma dal punto di vista sostanziale non si tiene in piedi nemmeno con lo sputo. Ricordare i danni che sta facendo la corte di Silvio IV non è necessario. Ma sarà il caso di ricordare ai sinistri cosa è successo quando c’erano loro al potere (e contestualmente ricordar loro che non è più il 1950 e al governo ci sono stati per lunghi anni).

Grazie alla sinistra, l’Italia ha ripreso la tradizione delle guerre di aggressione verso Paesi che niente le avevano fatto, sancendo, più o meno legalmente, il diritto dell’Italia a partecipare a crimini di guerra e contro l’umanità ed ha attivamente contribuito alla loro organizzazione e messa in atto. E’ grazie alla sinistra che l’Italia può fare questo. E la ex Jugoslavia ancora ringrazia. Così come ringraziano l’Afghanistan e l’Iraq. Se applicassimo i principi stabiliti a Norimberga, i governi D’Alema e Prodi, insieme a Berlusconi, andrebbero giudicati di fronte ad una corte internazionale per reati che prevedono come pena massima l’impiccagione.

Grazie alla sinistra, la situazione dei lavoratori italiani è a dir poco alla follia. Certo, Berlusconi può aver dato il colpo di grazia, ma l’impianto legale ed ideologico è stato dato dalla sinistra di governo.

Quando parti della popolazione non schierate politicamente si sono battute per vedere i loro diritti salvaguardati dalla violenza di governo, come è accaduto in Val di Susa, in Campania o a Vicenza (tanto per fare degli esempi), la sinistra non ha esitato a calpestare le bocche che parlavano contro il governo. Così come è accaduto nel 2001, quando una manifestazione a Napoli è stata repressa nel sangue e nella violenza organizzata contro i partecipanti; così come è accaduto poco dopo a Genova, dove la polizia e i carabinieri – gestendo l’ordine pubblico allo stesso modo che a Napoli, cioè secondo le direttive del governo di sinistra – hanno rapito decine di manifestanti, ne hanno pestati a sangue centinaia e hanno sparato in faccia ad un ragazzo di vent’anni.

La sinistra frigna quando Berlusconi dispone della Rai come meglio crede e ci racconta la storia che prima di Berlusconi la Rai era libera. Mentre Berlusconi fa quello che hanno fatto tutti i governi prima di lui, sinistra compresa, solo che lui lo fa meglio, perché giustamente non capisce per quale motivo, avendo sul piatto una torta intera, dovrebbe lasciarne metà ai suoi avversari.

A differenza di Berlusconi, la sinistra non ha mai alzato la voce contro i giudici. Però quando due giudici (De Magistris e Forleo) hanno cominciato ad andare oltre fatti di “banale” corruzione e evasione fiscale ed a toccare persone del governo che non andavano toccate, immediatamente sono stati degradati a portinai del tribunale di qualche paesino di montagna. E non si è alzata voce che fosse una; non si ricordano editoriali indignati, critiche per gli attacchi ai giudici o timori per la democrazia minacciata. Tutto calmo, non un colpo sparato.

A differenza di Berlusconi, a sinistra non delinquono, non corrompono nessuno. Ecco, diciamo che lo fanno in misura molto minore e con molto meno clamore. Quando però Andreotti venne proclamato mafioso in nome del popolo italiano da un Tribunale della Repubblica, nessuno ha parlato, se non per fare i complimenti ad Andreotti.

Ma paragoniamo le due situazioni. Berlusconi è evidentemente un uomo con “poco” potere: se avesse un potere davvero assoluto, non si scomporrebbe nemmeno di fronte alle accuse della magistratura. Come Andreotti: forse che lui, uomo potente tra i potenti, ha mai temuto qualcosa? No, naturalmente. Quando lo hanno proclamato mafioso, lui è diventato senatore a vita e nessuno ha mai osato ricordargli quella sentenza. Questo è vero potere.

Quando De Magistris ha cominciato a vedere “oltre”, nessun primo ministro ha alzato la voce. Sono stati i suoi colleghi, quegli stessi che adesso blaterano di democrazie e costituzioni, a farlo fuori e a metterlo a pulire i cessi. Questo è vero potere.

Quindi, sinistra, ti sei lamentata a dovere. Fino a ieri c’eri tu al governo e, oltre a non aver messo a posto tutti i presunti danni procurati da Berlusconi, hai fatto pure tu lo stesso. Ma adesso basta, sul serio. Non ti crede più nessuno, nemmeno quelli che ti hanno votato.

Taci, la tua voce ci è di tedio.

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Scatto di dignità che molti politici italiani servi della magnaccia non hanno..

Giugno 29, 2008 · Nessun Commento

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Colombo, Pardi, Flores: in piazza contro leggi-canaglia

Giugno 29, 2008 · Nessun Commento

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Silvio Berlusconi la magnaccia di governo

Giugno 28, 2008 · 2 Commenti

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Tutti tranne il faccia di merda in odore di mafia IN PRIGIONE!!! IN PRIGIONE!!! IN PRIGIONE!!!

Giugno 28, 2008 · Nessun Commento

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