Il Blog Della Libertà

Attenti al lupo che non perde ne trucco ne parrucco ne il vizio..

Aprile 8, 2008 · Nessun Commento

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Quasi, quasi querelo Berlusconi… di Beppe Cremagnani

Ci sto pensando, quasi, quasi querelo Silvio Berlusconi per plagio. Perché? E’ presto detto. Con Enrico Deaglio abbiamo fatto due film inchiesta- Uccidete la democrazia! E Gli imbroglioni- per denunciare i brogli che ci furono alle elezioni del 2006. Troppe cose erano andate storte nel 2006 per pensare solo a un concatenarsi di coincidenze. Noi, dopo un’inchiesta molto approfondita, eravamo arrivati alle conclusioni che i risultati erano stati falsati da un maneggio informatico capace di commutare le schede bianche in voti al centrodestra al momento del conteggio al Viminale.
I sondaggi e gli exit poll di decine di Istituti di ricerca, l’inspiegato crollo delle schede bianche, i risultati che non arrivavano a causa dei blocchi ai computer del Ministero degli Interni, le visite irrituali del ministro degli interni a casa del presidente del consiglio Silvio Berlusconi per comunicargli dati elettorali che davano la CdL vittoriosa, la faccia stravolta di Fassino che annunciava la vittoria dell’ Unione senza aspettare il Viminale erano stati i punti di partenza dell’indagine giornalistica. La bufala delle schede nulle all’indomani dei risultati e le pretese di Silvio B. rivolte al Quirinale di sospendere il risultato elettorale, in una situazione definita dal segretario del PdCI Oliviero Diliberto di pre-golpe ci avevano vieppiù convintoQuando i film uscirono fu uno scandalo, la destra li attaccò dicendo che erano tutte fandonie. Ma poi è successo un fatto strano. Zitto,zitto Silvio B. ha cominciato a smontare la sceneggiatura in tanti pezzetti e ha usato ciascun pezzetto per costruirci sopra una campagna politica. Ha detto che il crollo delle schede bianche era servito per spostare voti, ha denunciato i blocchi al sistema del Viminale, ha raccontato la visita dell’ on. Pisanu che la notte dello scrutinio mentre i risultati non affluivano è entrato nel suo studio per annunciargli la vittoria del centrodestra sia al Senato che alla Camera, ha detto di aver controllato personalmente i verbali di seggio, quelli che servono alla Cassazione per proclamare i risultati, e di aver trovato moltissime irregolarità. Insomma ha attinto a piene mani al nostro lavoro senza citarlo mai. Ovviamente ha affermato che i brogli sono della Sinistra che è professionista nel manipolare i voti. Ovviamente si è dimenticato di dire che l’organizzazione e il conteggio dei voti alle elezioni del 2006 era tutto a cura del governo di centrodestra, ovviamente non ha detto che il travaso delle bianche in schede votate è avvenuto a vantaggio del centrodestra e che molti studiosi di flussi elettorali spiegano così il fantastico recupero della Casa delle Libertà data sotto di almeno quattro punti in percentuale dai sondaggi e dagli exit effettuati il giorno stesso del voto. Adesso Silvio Berlusconi parla di nuovo di brogli, li teme, è quasi sicuro che ci saranno, ha detto che i sondaggi lo danno in vantaggio di dieci punti e che se perderà sarà a causa dei brogli. Ha affermato anche di essere sicuro che torneranno le schede bianche. Beato lui che può dire certe cose senza che un magistrato e i suoi avversari politici gli chiedano conto. Forse non lo prendono sul serio. Niente di più sbagliato perché l’uomo sa essere stranamente profetico. L’altra volta ci aveva azzeccato. Ricordate? Cominciò a parlare di brogli in campagna elettorale quando nessuno ci pensava e non ha mai smesso fino ad ora. Direte voi, forse non è solo profetico, forse sa qualcosa che noi non sappiamo. Può darsi. A me intanto domenica mattina venivano i brividi leggendo la vignetta di Altan sulla prima pagina de La Repubblica. C’era un tizio prono davanti al cavalier Banana che diceva riferendosi alla sinistra: ” E se i brogli non li fanno? ” ” Facciamoli noi ” rispondeva il cavalier Banana. In conclusione cari amici di articolo21 domenica andate a votare, soprattutto abbiate cura del vostro voto cercate di seguirne il viaggio dal seggio alle segrete stanze dove si conta. Non vorrei passare l’estate a lavorare a una nuova sceneggiatura post elettorale. Beppe Cremagnani
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Le schede e il trucco del Cavaliere di Andrea Scarchilli

Berlusconi continua a cavalcare la polemica: “Non si ristampano perché la sinistra è incapace”. Amato difende le ragioni giuridiche in una lettera a “Repubblica”. Vespa conferma che il primo a muoversi è stato il Pd. Travolto, alla fine, dall’espediente dell’ex premier per rimotivare i suoi elettori La polemica della settimana prima del voto - e c’è da chiedersi se la questione rientri nei canoni che gli standard democratici classificherebbero come “normali” - è sulle schede e sui brogli denunciati in largo anticipo. Prima il leader dell’Italia dei valori Antonio Di Pietro poi, con ben altri echi mediatici, il candidato premier del Popolo della libertà Silvio Berlusconi, hanno sottolineato la confusione a cui indurrebbero le schede predisposte dal Ministero dell’Interno. Lo schema si compone di una successione dei simboli collocati orizzontalmente, con gli apparentamenti (Partito democratico - Italia dei valori, Pdl - Lega Nord nelle regioni settentrionali e Pdl - Lega Sud dalla Toscana in giù) evidenziati da un contorno rosso, a inquadrare le mini coalizioni. Si teme, o si dice di temere, che l’elettore possa essere tentato dal mettere la tradizionale croce nel mezzo dei partiti alleati, incorrendo nel rischio del voto nullo. Per Berlusconi, anticamera e presupposto di brogli. L’ex presidente del Consiglio è tornato nelle ultime ore sulla questione. Il rifiuto opposto dal ministro dell’Interno Giuliano Amato alla richiesta di modificare e ristampare le schede è, secondo Berlusconi, “l’ennesimo esempio di incapacità della sinistra”. Il Cavaliere ha ribadito che l’ipotesi di rimettere mano alla composizione delle schede era partita da una telefonata del vicesegretario del Pd Dario Franceschini al suo plenipotenziario, Gianni Letta. Berlusconi tira dritto: “Ora chiederemo di ristampare le schede”. Ha annunciato poi quello che sarà il probabile martellamento degli ultimi giorni di campagna elettorale, un sicuro espediente per motivare gli elettori di centrodestra a rischio astensionismo: “Possibile che in Italia non possono essere ristampate? Abbiamo tante tipografie che riuscirebbero a farlo in un pomeriggio. Se questo non si farà diremo che è un’altra bricconata di questo governo, vedete voi di chi potete fidarvi”. Continua la polemica con Amato: “Ha detto che ha applicato una nostra legge; ma quella legge è stata fatta in un periodo politico molto diverso, quando c’erano molti partiti. Adesso tutto è cambiato”. Ovvero: “Ora ci sono due simboli, una persona di buon senso avrebbe dovuto pensarci. Ora si potrebbero mettere due strisciate di simboli, separate, ma senza incertezze. Una signora anziana, infatti, con mano tremante può debordare e segnare anche altri simboli”. Non ha rinunciato, l’ex premier, alle accuse di malafede: “Le schede possono essere annullate solo se c’è uno sbaglio chiaro. Chiederemo poi che le schede vengano estratte una per una e non distribuite a tutti gli scrutatori, se così non sarà dovranno pagare da 3 a 6 mesi di carcere. I nostri rappresentanti di lista controlleranno”.Riferendosi alle elezioni del 2006, Berlusconi ha spiegato che dove il centrodestra ha fatto un controllo “c’è stata una percentuale in più dei voti dell’1,5 per cento”, dove “non c’è stato un controllo il centrosinistra ha preso l’1,5 per cento in più”. Come voleva Berlusconi, in evidente disagio per i toni bassi della campagna scelti da Veltroni, il tema ha preso piede. Amato ha scelto di scrivere una lettera al quotidiano “La Repubblica” per spiegare le ragioni, quella dell’impossibilità di ristampare le schede (gli italiani all’estero hanno già cominciato a votare) e, soprattutto, quelle sottese all’impostazione grafica: la si è scelta in ottemperanza al “Porcellum”, disporre i simboli verticalmente creerebbe incostituzionale disuguaglianza, visto che le coalizioni risalterebbero rispetto alla solitudine delle restanti liste. Quanto al rischio scheda nulla per “croci debordanti”, il ministro ha ribadito: “In ogni caso vale la regola che il voto si intende attribuito al simbolo su cui ricade la parte prevalente del segno”. Ma ormai il sospetto è insinuato, le armate berlusconiane chiamate alle armi. Nel frattempo è anche arrivata la conferma del conduttore di “Porta a porta” Bruno Vespa sulle responsabilità franceschiniane. Dubbi sulla chiarezza delle schede elettorali “sono stati sollevati da Gianfranco Fini e Dario Franceschini alcuni giorni fa, in un fuori onda qui a ‘Porta a porta’”. Pare, in effetti, che Franceschini i contatti con il Pdl per contrattare una “limatura” delle schede (roba di pochi millimetri di distanza aggiunti qua e là) li abbia intrapresi. Senza sospettare, evidentemente, di rimanere travolto dall’uragano berlusconiano. Fa un certo effetto, ora, vedere dalla stessa parte della barricata l’acerrimo nemico di sempre, Di Pietro. “La frittata è fatta, le elezioni non si possono rinviare” ha detto il ministro delle Infrastrutture nel corso della registrazione del programma di Vespa.
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