Si prega di demonizzare il demonio di Marco Travaglio
Silvio Berlusconi torna al potere per la terza volta infischiandosene del dialogo, restando sempre uguale a se stesso, e demonizzando gli avversari raccontando balle su balle, mentre gli avversari, che avrebbero potuto demonizzarlo dicendo semplicemente la verità, vi hanno rinunciato. Ecco, c’è almeno questo di buono: che nessuno, si spera, si azzarderà più ad attribuire le vittorie di Berlusconi ai «demonizzatori» che «fanno il suo gioco». In questa campagna elettorale, a parte l’Economist, il Financial Times, il Wall Street Journal, il New York Times, il Newsweek, lo Spiegel, Le Monde e altri organi del Comintern, l’unico demonizzatore è stato lui, che è riuscito persino a trasformare Uòlter in uno «Stalin mascherato» e dedito ai brogli (mentre i suoi brogliavano a più non posso). E ha vinto. Magari, ora che farà il suo terzo governo-regime a reti unificate (ha già annunciato che «Santoro continua a fare un uso criminoso della televisione pubblica» e qualcuno dovrà provvedere e qualcuno che provveda si troverà), varrebbe la pena di fargli l’opposizione e di demonizzarlo almeno un po’. Così, tanto per vedere l’effetto che fa.
continua su Antimafia Duemila








1 response so far ↓
caska // Aprile 15, 2008 a 8:47 pm
Hai proprio ragione, anzi penso che forse un finale di campagna elettorare più aggressiva del PD avrebbe potuto migliorare i risultati elettorali… Ora ci attendono altri 5 anni di regime, con modifiche alla costituzione per darsi più poteri, censure, federalismo e chi più ne ha più ne metta…
Ti aspetto sul mio blog ogni tanto se vuoi!
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