Complimenti al cardinale Bertone porta a pranzo i nuovi cardinali dal Berlusconi che vuole essere benedetto per salvare il governo in agonia

Complimenti al cardinale Bertone porta a pranzo i nuovi cardinali dal Berlusconi che vuole essere benedetto per salvare il governo in agonia Di Don Paolo Farinella Letto Su Arcoiris Il lupo perde il pelo, ma il cardinale mantiene il vizio, anzi lo perfeziona. Più invecchia, più Bertone, segretario funereo dello Stato del Vaticano, diventa recidivo. Dopo la cena carbonara «chéz Vespà» con Berlusconi e il «nobiluomo di Sua Santità» per tentare di non fare cadere il governo più immorale della storia d’Italia, ecco che ci riprova di nuovo, questa volta con un pranzo «alla puttanesca», mascherato come al solito dietro lo schermo del protocollo, coperta immonda per ogni sozzura. L’occasione è futile: l’ambasciata italiana presso il Vaticano (cioè il governo) offre un pranzo ai neo cardinali sfornati dal Papa per inseminazione artificiale, visto che tranne uno, tutti i cardinali italiani e non italiani sono ultraconservatori e con la testa rivolta ai tempi presocratici. Quale appetitosa ghiottoneria per il priaprico Berlusconi per dimostrare tutta la sua «devozione» ai santi affari di santo Stato Vaticano, nella personcina garbata e mefistofelica del cardinale Bertone! Detto e fatto. Il millantatore si offre per favorire la visita del papa in Russia che il desiderio sommo di Benedetto XVI, ma impossibile da realizzare per l’opposizione strenua del patriarca di tutta la Russia. Seguono poi le leggi «ad ecclesiam» e «ad scholam privatam». Dall’altra parte si sorvola su tutto l’ignobile indicibile: assoluzione plenaria, senza nemmeno penitenza. Il lubrico corrotto e corruttore, defloratore di vergini assatanate di nudità televisiva, l’uomo che non conosce nemmeno l’esistenza del «bene comune» e che lavora esclusivamente per l’interesse suo, della sua ditta e per la distruzione dell’Italia non esita a dire che «Da parte mia  non verrà mai nulla contro il Vaticano». Gongola Bertone davanti a tanta spudoratezza, ancora più grave di tutte le altre nefandezze perché con un sol colpo, lava la coscienza dell’impresentabile, rende bianco il nero e passa alla cassa a riscuotere, ma dopo avere ringraziato l’inverecondo perché «il governo ha condotto una politica a favore della Chiesa». Testimoni e compari per questo connubio che diventa sempre più peccaminoso erano dieci per parte: nove nuovi cardinali, compreso Ravasi [uno era assente per motivi di famiglia] e per parte dell’Italia stuprata, degnamente rappresentata da Berlusconi e poi  Letta, Bonaiuti, Frattini, Tremonti, Alfano, Bondi, Fazio, Fitto, Romani, Gelmini: tuta la crema dell’indegnità che ha ammorbato non solo il nostro Paese, ma anche il mondo, a leggere i documenti di Wikileaks. Come possono uomini che ogni giorno fanno i gargarismi con «i principi» morali sedere a tavola, o solo pensare di sedere a tavola con gentaglia da cui dovrebbero guardarsi per non essere insozzati anche a distanza? E’ inconcepibile, a meno che … Dai frutti giudicherete l’albero: i frutti di Bertone sono avvelenati perché è complice del degrado politico e morale dell’Italia e perché si fa garante di un governo che è un castigo di Dio. Si sa che i clericali non credono in Dio, ma lo usano come sugo sulle penne alla puttanesca, e «se ne fregano» della sua esistenza, delle conseguenze della sua esistenza e delle esigenze della sua Parola, che è il Vangelo. E’ possibile che Bertone conosca il diritto canonico, ma è certo che non conosce il Vangelo perché non sarebbe mai andato per ben due volte (recidivo) a pranzo con Berlusconi che è la quintessenza dell’immoralità. Spero solo che l’assenza del cardinale Angelo Bagnasco sia dovuta ad una scelta sebbene timida, di non compromesso e non a mera concomitanza con altri impegni. Se poi Bagnasco non fosse stato invitato, è un gigante davanti al Bertone senza alcuna capacità di sognare il futuro di Dio. Un giorno Berlusconi cadrà e i cocci saranno della Chiesa che per colpa di Bertone, della sua condotta e del tacito/espresso consenso dei Vescovi, latitanti sommersi dal berlusconismo colpevole, perde credibilità, consensi e rispetto. Questi cardinali starebbero bene dentro un nuovo Decamerone berlusconista insieme a uomini come Letta, Alfano, Frattini, Tremonti e, ciliegia sulla torta, Gelimini, l’ignorante ministra della «privata istruzione» che da cattolica sedicente dovrebbe spiegare come e a quale prezzo è arrivata al posto di deputata e di ministra Il Paese frana dall’Alpi alle Piramidi con la disoccupazione da capogiro, la precarietà che dilaga come uno tzunami, la povertà che avanza come la peste, la fame che aumenta senza misericordia, il territorio che crolla pezzo dopo pezzo, l’arte che si sfarina sulla faccia beota di Bondi e il governo per mano di quegli assassini che siedono alla tavola cardinalizia, ruba il 5xmille ai poveri che dovrebbero essere i gioielli della Chiesa, toglie le tasse ai ricchi e le aumenta ai miserabili, butta per strada i ragazzi della scuola pubblica, foraggia ingordamente le scuole cattoliche e il cardinale segretario di Stato cosa fa? Elogia il governa che fa favorito la Chiesa! Se fosse vera anche solo l’ipotesi che il governo abbia favorito la Chiesa, il cardinale aveva l’obbligo di richiamarlo, in forza della Dottrina Sociale, ai suoi doveri obbliganti: essere il governo dell’Italia e non della Chiesa e invece di stare a pranzo, visto che siamo nel tempo di Avvento, avrebbe dovuto starsene a casa a digiunare per essere un poco simile ai poveri che non mangiano né a mezzogiorno né alla sera. Cardinale Bertone, io, Paolo prete dico che sei un lupo travestito da agnello che usa la religione; ormai complice di corruttori e immorali dissanguatori del popolo, causa prima della scristianizzazione del nostro povero popolo. Di questo renderete conto e senza sconti.

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One thought on “Complimenti al cardinale Bertone porta a pranzo i nuovi cardinali dal Berlusconi che vuole essere benedetto per salvare il governo in agonia

  1. Wikileaks rivela che l’Italia è una diocesi del Vaticano di Gian Carlo Zanon Da Dazebao ROMA – Joaquím Navarro Valls deve appartenere alla categoria di coloro che leggono nel futuro. Non si sa ancora se l’ex portavoce di Giovanni Paolo II, fa parte degli àuguri, o dei divinatori, o dei veggenti, o è semplicemente uno di quei maghi che i cristiani fino al 1782, bruciavano nelle piazze a scopi terapeutici, cioè per liberare la loro anima dal corpo contaminato dal demonio.

    Comunque sia Navarro Valls fa valere le sue arti divinatorie in un articolo apparso su La Repubblica del 10 dicembre. In questo articolo fa una critica, apparentemente pacata, al fenomeno Wikileaks, parlando di autorità e di autoritarismo, di internet e di Social network, di Facebook e di Twitter, insomma un lungo articolo nel quale egli, in modo subdolo, cerca di distruggere il muro che separa verità da finzione, essere da apparire, sana curiosità da voyeurismo, la dimensione pubblica da quella privata.

    È chiaro che un articolo del genere disarticola il legame tra verità e senso confondendo il lettore che alla fine, forse, a livello cosciente ha capito molto poco, e non sa neppure cosa Navarro Valls voglia dire realmente, ma a livello subliminale va a distruggere la capacità di discernere il vero dal falso. Cioè, secondo il machiavellico alfiere Vaticano, ciò che appare in Wikileaks può essere vero come può essere falso. E questo non è vero in quanto Wikileaks non pubblica proprie visioni del mondo ma documenti, e i documenti, sono fonti storiche.

    Non c’è stato nemmeno il tempo di chiedersi il senso di questi turbamenti di Navarro Valls che, puntualmente, la sera stessa, meraviglia delle meraviglie, cominciano ad arrivare sui comunicati stampa le prime rivelazioni di Wikileaks sul Vaticano e la sua troupe, i quali confermano i vaticini di Navarro Valls.

    Ciò che Wikileaks rende pubblico sul Vaticano non è nulla di non risaputo da chi ha l’onestà intellettuale per vedere la realtà degli accadimenti, ma i documenti sono una prova tangibile di questo sapere incerto da sbattere in faccia a chi ha sempre negato la verità.

    E così divengono palesi cose sottaciute, nonostante le grida isteriche di Cicchitto che, per queste rivelazioni, paventa “preoccupazioni molto rilevanti sul terreno della difesa dal terrorismo”. In questi documenti resi pubblici da Wikileaks e prontamente riportati sui giornali americani, secondo i diplomatici Usa, : “Il Vaticano è poco collaborativo sullo scandalo pedofilia” e che: “ Le alte gerarchie continuano a manifestare “residui di sentimenti antisemiti”.

    Wikileaks, con le sue rivelazioni, assedia le mura vaticane, dove i porporati si trincerano dietro la gravità della diffusione dei documenti sottolineando che si tratta solo di ‘opinioni’. Ma queste non sono ‘opinioni’, stando ai documenti diffusi da Wikileaks, la Santa Sede ha lamentato la mancanza di rispetto per la sua sovranità nelle richieste di coinvolgimento e per questo si dice essere “seccata” con il governo irlandese. “Le richieste della commissione Murphy hanno offeso molti in Vaticano e sono state interpretate come un affronto alla sovranità della Santa Sede. I responsabili vaticani sono rimasti seccati dal fatto che il governo irlandese non si sia impegnato in modo che la commissione seguisse le procedure standard nelle comunicazioni con la Città del Vaticano”. Questo sta scritto nel dispaccio del 26 febbraio 2010 siglato dall’ambasciatore americano presso la Santa Sede Miguel H. Diaz e pubblicato dal Guardian.

    In un altro messaggio, l’allora segretario di Stato pontificio, card. Angelo Sodano, “si lamentò con l’ambasciatore degli Stati Uniti presso la Santa Sede, James Nicholson, per le cause intentate negli Usa contro il Vaticano, esortando il suo interlocutore ad aiutare la Santa Sede a difendere la sua sovranità”. Forse il Cardinal Sodano si stava dimenticando che i crimini di pedofilia sono stati compiuti ben al di là delle mura pontificie. Questo è quanto rivela uno dei file pubblicato dal New York Times.

    Con la protervia dei potenti la reazione del Vaticano è affidata ad un comunicato arrogante nel quale in poche righe denuncia “l’estrema gravità” della divulgazione dei dispacci e afferma che la loro attendibilità va valutata con riserva e molta prudenza. Che tradotto in italiano significa che non possono negare l’evidenza dei fatti documentati.

    Naturalmente queste rivelazioni non appaiono sui media Italiani e quindi per l’opinione pubblica non esiste l’antisemitismo nella Curia romana, né la copertura dei preti pedofili da parte del Vaticano, né il fatto che nonostante i proclami del Papa sui crimini di pedofilia, a oggi, non c’è stata, da parte del Vaticano, neppure una denuncia alle autorità italiane di un criminale pedofilo. Anche perché per la Chiesa cattolica il delitto di pedofilia è da scrivere non nei crimini contro un essere umano ma come un peccato contro Dio da assolvere con quattro Ave Maria e tre Pater nostro.

    Ma forse ci dobbiamo rendere conto che finché, i partiti italiani, tutti, si alleeranno con lo stato pontificio, e finché esisterà questo sconcio di Concordato che depreda i cittadini italiani di miliardi di euro per ingrassare le casse d’Oltretevere, l’Italia non sarà mai uno stato sovrano ma solo una diocesi del Vaticano.

    Quindi ricordiamoci di inserire bene,nella prossima lettera che spediremo, l’indirizzo:

    Paolo Rossi
    Via del Papa Re.
    22150 Varese
    Italia: Diocesi del Vaticano
    http://www.dazebaonews.it/primo-piano/item/1024-wikileaks-rivela-che-l%E2%80%99italia-%C3%A8-una-diocesi-del-vaticano

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