Buon Natale fangala ai Marchionne ai Berlusconi

Natale! Natale! Natale!
Allora è arrivato Natale, Natale la festa di tutti,
si scorda chi è stato cattivo, si baciano i belli ed i brutti
si mandan gli auguri agli amici, scopriamo che c’è il panettone
bottiglie di vino moscato e c’è il premio di produzione.

Astro del ciel, pargol divin, mite agnello re…
Natale! Natale! Natale!

C’è l’angolo per il presepio e l’albero per i bambini
i magi, la stella cometa e tanti altri cosi divini
i preti tirati a parata la legge racconta che è onesta
le fabbriche vanno più piano, insomma è un giorno di festa.

Astro del ciel, pargol divin, mite agnello re…
Natale! Natale! Natale!

È festa persino in galera e dentro alle case di cura
soltanto che dopo la festa la vita ritornerà dura
ma oggi baciamo il nemico o quelli che passano accanto
o l’asino dentro la greppia Natale il giorno più santo.

Astro del ciel, pargol divin, mite agnello re…
Natale! Natale! Natale!

Buon Natale fangala a Marchionne e Berlusconi ai massoni e a tutta la feccia che infesta il nostro paese la nostra nazione le nostre vite

 

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2 thoughts on “Buon Natale fangala ai Marchionne ai Berlusconi

  1. Mariastalla Da Spinoza

    Ecco la riforma Gelmini. Potete interrompere le ricerche.

    La riforma Gelmini è legge. Il che mi fa sperare che non venga mai rispettata.

    (La riforma Gelmini è legge. Eppure ammetterà molta ignoranza)

    I senatori della Lega insultano la Finocchiaro. Aveva oltrepassato la striscia di piscio.

    Insulti leghisti alla Finocchiaro, Gasparri si scusa. A nome di tutta la specie.

    * * *

    Per molti studenti la riforma nasconde dei tagli devastanti all’istruzione. Nasconde?

    I Verdi propongono già una raccolta firme. Saranno contenti gli alberi.

    Secondo l’opposizione ci sarebbero contraddizioni nella riforma del ministro Gelmini. Per esempio, tra ministro e Gelmini.

    La riforma introduce i ricercatori a tempo: dopo sei anni esplodono.

    Al massimo due contratti consecutivi di tre anni ciascuno. Ma basta arrivare a metà del primo e avranno pensione a vita. Ah, no, scusate.

    Saranno gli studenti a valutare i professori. Un passo importante verso i delinquenti che giudicano i giudici.

    Le risorse saranno assegnate agli atenei in base alla qualità della didattica e della ricerca. Se è buona, vuol dire che si può tagliare ancora un po’.

    I bilanci dovranno rispondere a criteri di trasparenza. Una ferma risposta a chi accusa il governo di trattare le università come le aziende.

    Nelle commissioni dei concorsi potranno esserci anche membri stranieri. Tipo gli osservatori Onu.

    * * *

    Maurizio Gasparri invoca un altro sette aprile. Io un altro Venticinque.

    Gasparri sulle proteste studentesche: “Servono arresti preventivi”. Panico negli asili.

    (“Arresti preventivi”. E poi come governereste?)

    Gasparri ai genitori: “Tenere a casa i vostri figli”. Che vigliacco, Padoa-Schioppa è ancora caldo.

    Secondo La Russa, il pensiero di Gasparri è stato frainteso. Era peggio.

    * * *

    Ricercatori e precari per le strade e nelle piazze. Come previsto dalla riforma.

    Migliaia di giovani in piazza a Roma: si è parlato così tanto di ordine pubblico che non ho capito nemmeno di chi era il concerto.

    “Auspico che la città non venga violentata” aveva dichiarato la Polverini, pronta al sacrificio.

    Alemanno: “Il centro di Roma non si tocca”. L’ha già promesso al cugino.

    La Gelmini ai manifestanti: “Milioni di studenti sono a casa a studiare”. Ne approfittano finché possono.

    Gli studenti hanno manifestato distribuendo fiori ai poliziotti. Speravano nelle allergie.

    I commercianti preoccupati per le manifestazioni. Con tutte quelle forze dell’ordine in giro, dovranno fare gli scontrini.

    In molte città gli studenti prendono d’assalto le librerie Mondadori. Questa Saviano non gliela perdona.

    Lanciata farina contro la sede Mediolanum. Per attirare l’attenzione del management.

    Proteste anche a Isernia, a conferma del fatto che la contestazione assume contorni sempre più fantasiosi.

    Cinque studenti in sciopero della fame. Ma i veri impavidi mangiano in mensa.

    La violenta contestazione degli studenti finisce al Quirinale. Volevano a tutti i costi il morto.

    * * *

    La leghista Rosy Mauro perde le staffe. È stato quando le hanno detto che è di Brindisi.

    * * *

    autori: van deer gaz, milingopapa, benze, misterdonnie, cityman, giuseps, il ras, hummer, santaroba, faberbros, smilzoide, mrbits e fdecollibus.
    http://www.spinoza.it/2010/12/25/mariastalla/

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  2. Il presepe di Berlusconi Di Orazio Leotta da Girodivite
    Altra importante novità è data dall’assenza di Gesù Bambino. Gasparri, l’ha fatto subito preventivamente arrestare, perché potrebbe trattarsi di un futuro possibile rivoluzionario facinoroso.
    E’ tempo di presepi. I cultori sono soliti dividerli in due categorie principali: quello “orientale” altrimenti detto “palestinese”, in cui ogni cosa deve rappresentare fedelmente lo scenario dell’epoca ( la struttura delle case, gli indumenti dei personaggi, la vegetazione etc..) e quello “popolare”, dove è ammesso ricorrere alla più ampia fantasia.

    Fra i “popolari” esistono altri sottogruppi, fra i quali una delle varianti più spettacolare è il presepe “napoletano”, caratterizzato dalla vivacità dei colori e dei personaggi, dal caos, dal bene che si contrappone al male, laddove la natività ha la funzione di intervenire per vincere il peccato e il male che vengono rappresentati, o che si celano, nel presepe stesso.

    Non sappiamo a quale sottospecie appartiene il presepe di Berlusconi, di certo presenta elementi innovativi, creativi che rispecchiano fedelmente non lo scenario dell’epoca, ma quello attuale. Salta subito all’occhio fra le pastorelle, la presenza della nipote di Mubarak. Gli astanti la fissano e si chiedono, chi sarà mai lo zio della nipote di Mubarak?

    Altra importante novità è data dall’assenza di Gesù Bambino. Gasparri, l’ha fatto subito preventivamente arrestare, perché potrebbe trattarsi di un futuro possibile rivoluzionario facinoroso. Fra i vari mestieri rappresentati vengono introdotti i pianisti; tutti sembrano prendere lezioni da tale Bondi da Fivizzano, che pare si eserciti durante le votazioni in aula.

    I tre Re Magi, non portano i doni, ma li ricevono, e fanno parte di una congregazione chiamata Movimento di Responsabilità Nazionale il cui profeta giunge dalla lontana Barcellona Pozzo di Gotto. A presidiare le botteghe artigiane c’è un nuovo personaggio: il Babbo Natale Armato.

    Defilati poi due tizi, insigni pensatori, Marchionne da Chieti e Sacconi da Conegliano fissano, con desiderio misto a invidia, la luna. Forse perché là non c’è lo statuto dei lavoratori. Ma l’attrazione principale è data da uno schermo gigante in cui a ripetizione, tipo i TG5 del mattino, vengono mandati in onda nell’ordine: il monologo di Berlusconi a Ballarò, la fiction della casa di Montecarlo, la Telenovela di Ruby, la messa in scena dell’Alitalia, la sceneggiata del ministro che lascia il PDL e il teatrino del 14 Dicembre in Parlamento.

    Tutto per dimostrare che non ci sono assolutamente tagli allo spettacolo. Buone feste a tutti.
    http://www.girodivite.it/Il-presepe-di-Berlusconi.html

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