Arriba Merdaset ( La Televison Dei Cinghialones )

Arriba Merdaset di Stefano Poma Da Il Controcorrente Riceviamo come ai bei vecchi tempi la corrispondenza del nostro inviato nel ridente Paese del Berluskonistan, dove da qualche giorno ha ripreso il posto che, erroneamente, gli era stato levato. E, mentre proseguono i processi per il reato di Altro Tradimento, nonché quello ben più grave e punito con la segregazione fino a sei anni in compagnia di Gasparri in perizoma chiusi nello studio di Emilio Fede, con Fede, quello di Crimini contro la Nanità (Dio ce ne scampi), arriva la stupenda notizia che, ora, anche gli spagnoli potranno godere degli stupendi canali che la Rete di B, Merdaset, offre ai berluskonistani. E, tutto contento il figlio di B, PierB, ha abbracciato con soddisfazione questo accordo che farà del Biscione “il primo polo televisivo spagnolo”. Acquistando per 976 milioni di euro il 44% delle pay tv Digital Plus, per poi metterle a disposizione delle frequenze Telecinco (già di proprietà Merdaset) della Tlc Telefonica, e del canale Quatro, una sorta di Rete4 spagnola. E, sulla scia del famoso motto tremontiano “con la cultura non si mangia”, per ripianare i debiti che Cnn plus aveva accumulato in questi anni, PierB e amici hanno pronta una soluzione: al posto di Cnn plus (che è la frequenza d’informazione Cnn spagnola) verrà trasmesso in tempo reale il Grande Hermano, gemello del nostro Grande Fratello. Mentre si aspettano i cloni dei vari Signorini, Platinette, Barbara D’urso, e via discorrendo, tutta gente altamente qualificata a leccare il culo e a far rincoglionire la gente. E, mentre questa Invencible Armada si prepara a sbaragliare quel che resta della concorrenza televisiva spagnola, i noti comunisti sollevano dei gran polveroni sulla legalità con cui B nel 1989 fondò Telecinco. Il che avvenne dopo che Felipe Gonzales, allora premier spagnolo e amico di Bottino Craxi (il quale era a sua volta amico intimo di B) aprì il mercato televisivo spagnolo anche a imprenditori stranieri. E, secondo il Tribunale di Milano, i 456 miliardi di lire che erano stati utilizzati per acquistare l’86% di Telecinco venivano dai fondi neri accantonati da Fininvest su dei conti esteri All Iberian. E al processo, il 26 settembre 2005, i massimi dirigenti Fininvest (tra cui B) vennero prosciolti “perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato”. Nel ’94 infatti, appena diventato presidente del Consiglio B aveva depenalizzato il suo reato, dando il via alla lunga e fiorente stagione delle leggi ad personam. E sempre per l’affaire Telecinco, B venne indagato perfino in Spagna per violazione della legge antitrust e frode fiscale. Difatti i soldi con cui venne pagata la rete televisiva venivano elargiti da dei prestanome, così come le “parcelle”, come le chiamava Previti, con cui venivano pagati i consulenti, che invece erano delle vere e proprie tangenti con cui si corrompevano i giudici che dovevano occuparsi delle scalate estere di B, tipo le 23 date a Craxi dopo la legge Mammì sulle televisioni. E nel 2001, il giudice anticorruzione spagnolo Baltazar Real chiese al governo italiano di processare B per i reati che gli venivano contestati in terra spagnola. E, dopo aver atteso invano una risposta a questa richiesta, arrivò a formulare questo escamotage: “voi berluskonistani private B dell’immunità parlamentare così noi potremo processarlo in Spagna”. E, dato che gli spagnoli attendono da dieci anni questa risposta da parte del Parlamento, il processo è congelato nel Tribunale di Madrid, in attesa che B termini il suo mandato di Premier. Ma conoscendolo sappiamo che, in cuor suo, un pensierino alla presidenza spagnola l’avrà pur fatto. Per la gioia degli spagnoli. Oltre che dei berluskonistani. continua leggi

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2 thoughts on “Arriba Merdaset ( La Televison Dei Cinghialones )

  1. Benetton e Berlusconi si comprano Cinecity da Revolution
    VENEZIA (29 dicembre) – Le sei multisala italiane diCinecity approdano alla corte di Alessandro Benettone della famiglia Berlusconi, che con la “The Space Cinema” hanno acquistato oggi il 100% del circuito che rappresenta il terzo operatore del settore nel Paese. Con The Space sono entrati nell’operazione i fondi Delta e Gamma, gestiti da Fimit Sgr, che hanno acquisito la proprietà degli immobili. A The Space andrà l’attività di gestione delle sei multisala.

    Cinecity – con Multiplex presenti nel Nordest a Padova, Treviso, Trieste e Udine, oltre che a Cagliari e Parma – era di proprietà di Msref V (fondo gestito da Morgan Stanley) e della famiglia Furlan. L’operazione, finanziata da Unicredit e Intesa Sanpaolo, consente a The Space di dar vita a un gruppo da oltre 200 milioni di euro di giro d’affari, che ora può contare su 34 strutture e 347 schermi, consolidando un box office di 21 milioni di biglietti (pari al 21% circa del mercato).

    «Sono estremamente soddisfatto dell’operazione che oggi possiamo ufficializzare – ha detto Giuseppe Corrado, presidente e amministratore delegato di The Space -. Acquisire il circuito Cinecity ci permette di aumentare la capillarità della nostra presenza sul territorio attraverso multiplex ottimamente dislocati e di riconosciuta eccellenza». Corrado ha spiegato che questa acquisizione «rappresenta una tappa importante nella strategia di crescita. L’operazione, molto complessa, ha impegnato noi e i nostri azionisti per molti mesi, ma alla fine siamo riusciti a raggiungere questo ambizioso obiettivo: Cinecity, nel progetto The Space, rappresenta un tassello fondamentale in quanto leader nel mercato Nordest e gestore di sale moderne, di grande qualità e perfettamente complementari ai nostri insediamenti».

    Secondo il manager, il gruppo The Space può contare ora su 21 milioni di presenze. The Space Cinema, nata dalla fusione di Warner Village Cinema e Medusa Multicinema, è di proprietà per il 51% di 21 Investimenti – società di private equity guidata da Alessandro Benetton – e per il restante 49% da Mediaset Rti.
    http://blog.libero.it/xavier1962/9684156.html

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  2. La Spagna dice addio all’ informazione di CNN+ per fare spazio a Mediaset e al Grande Fratello dal nostro corrispondente dalla Spagna
    Daniele Grasso Da Nuova Società
    “Fedeli con il nostro motto, sta succedendo – te lo raccontiamo, diamo un’ ultima notizia. CNN+ smette di trasmettere. Hasta siempre.” Cosí Benjamin Lopez, uno dei volti noti della catena, annunciava ieri sera alle 23.59 la notizia della chiusura del canale di informazione CNN+ España. Resa nota ai primi di dicembre, la notizia é divenuta realtá nella nottata di ieri. Tutta la squadra di tecnici e lavoratori del canale era presente nello studio che é stato il palcoscenico di un’ avventura televisiva durata undici anni. Dopo il saluto, appena passata la mezzanotte, ha fatto la sua apparizione sullo schermo il futuro del canale, Gran Hermano 24 horas, un diretto notte e dí dalla casa del Grande Fratello spagnolo. La nuova programmazione sará in mano a Telecinco, la cui quota di capitale piú alta, il 42 %, appartiene al gruppo Mediaset Investimenti.

    Nato nel 1999, CNN+ é stato il primo canale televisivo privato di informazione continua, 24 ore su 24. Il lavoro della rete in questi anni é stato ben riassunto dal giornalista Iñaki Gabilondo, che recentemente ha ricevuto il premio Libertá d’ espressione 2011, quando parlava dell’ “onestá critica” con cui cercava di osservare e raccontare l’ attualitá mondiale. Braccio televisivo del gruppo PRISA, lo stesso che gestisce il periodico El País, il canale é stato chiuso per decisioni puramente imprenditoriali.

    In seguito alla fusione tra Telecinco e Cuatro, avenuta un anno fa, Mediaset aveva giá messo le mani sul prodotto audiovisuale di PRISA, imponendo come agenzia di notizie di firerimento Atlas, quella usata da Telecinco. Ma la presenza di CNN+ era diventata economicamente “insostenibile” per il gruppo proprietario del primo giornale spagnolo, e le quote di audience che oscillavano tra lo 0,2 e l’ 1,5 % non erano sufficenti per giustificare l’ esistenza del canale. Secondo quanto dichiarato da un portavoce di PRISA TV, “disgraziatamente non ci troviamo di fronte a un problema di riduzione dei costi o di limiti di sfruttamento, ma di insostenibilitá del prodotto, per quanto ci dispiaccia non poter continuare a offrire un servizio di qualitá come quello realizzato da CNN+”.

    La chiusura del canale significa anche il taglio di centinaia di posti di lavoro, come segnalava la federazione delle associazioni di giornalisti spagnoli (FAPE, per le sue sigle in castigliano), che vanno ad aggiungersi ai 3.496 eliminati dal novembre del 2008. In un comunicato stampa, la FAPE ha sottolineato che con la chiusura di CNN+ “si debilitá ancora di piú la societá di fronte al potere, indebolendo la democrazia”. I piú di duecento giornalisti e tecnici del settore audiovisuale che hanno manifestato ieri pomeriggio davanti alla sede di PRISA dicono di sentirsi “venduti” da un gruppo che, come dimostra la vendita degli edifici di Madrid in cui avevano sede le sue radio e televisioni, “non capisce piú il linguaggio dei sogni e delle illusioni, ma solo quello delle cifre pure e dure”. Le parole di Benjamin Lopez sono state le ultime mandate in onda dal canale, prima che si spegnessero le luci e si desse inizio alla programmazione della nuova enclave di Mediaset in Spagna.
    http://www.nuovasocieta.it/esteri/10245–la-spagna-dice-addio-all-informazione-di-cnn-per-fare-spazio-a-mediaset-e-al-grande-fratello.html

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