Sempre più potere a chi ce l’ha già

Sempre più potere a chi ce l’ha già Anticipiamo l’Editoriale del n. 2 di Famiglia Cristiana, in edicola dal 5 gennaio. L’Italia del futuro: dal caso Fiat alla politica. Con un declino dei diritti sul terreno del lavoro. Di Beppe Del Colle da Famiglia Cristiana Il primo decennio del terzo millennio si è chiuso solo sui calendari, perché l’inizio del secondo decennio si annuncia nel massimo dell’incertezza, politica, sociale, economica. Non si sa se e quanto durerà l’attuale legislatura; ma soprattutto se i conti preventivi derivanti dai diminuiti consumi dei cittadini, dai prezzi in aumento dei servizi pubblici e privati, dalle pensioni riformate e riformande, dai contratti di lavoro ipotizzabili sul “modello Fiat” (che sta per essere giudicato dai dipendenti di Mirafiori dopo quelli di Pomigliano) e così elencando, saranno quelli che si leggono sui giornali e che si traducono in cifre preoccupanti: forti tagli alle spese dei Comuni soprattutto del Centro-Sud in seguito al federalismo fiscale (quando sarà concretizzato), riduzione dei salari dei pubblici dipendenti, crescita di alcune tariffe di almeno mille euro per famiglia. Non basta. Non esiste nel programma di Governo nessun cenno a provvedimenti che riducano la precarietà del lavoro o consentano qualche speranza rispetto agli ammortizzatori sociali riguardo alla disoccupazione – di là dalla cassa integrazione – o alla non occupazione, che tocca ormai un giovane fino ai 25 anni su quattro. Per non parlare del futuro di una cultura che sta per sperimentare che cosa significa ridurre il finanziamento statale delle università. Tutto questo acquista un senso ben definito, benché avvolto nell’incertezza del “se” e del “quando”: è il tramonto di un welfare che ha costituito la strada del progresso di un Paese che si era illuso (almeno fino alla metà degli anni ’80) di continuare a percorrerla all’infinito. Di quella illusione ora fa le spese un concetto di democrazia che si pensava ormai accettato da tutti senza eccezioni: la libertà di manifestazione della protesta dei cittadini per qualsiasi ragionevole motivo, esclusa ovviamente la violenza, ma incluso il diritto di sciopero. Quanto si è visto la settimana scorsa al porto di Civitavecchia, quando 200 pastori sardi (diconsi 200, non una massa incontrollabile) sono stati impediti di proseguire verso Roma e “trattati come delinquenti”, da parte della Polizia, è un rattristante esempio di questa democrazia in via di riduzione. Non è facile capire dove l’Italia sarà al termine del decennio che sta cominciando. Quello che si intravede, a partire proprio dall’esempio della Fiat, è un eccesso di potere per quelli che già detengono tutti i poteri, e un declino dei diritti costituzionali, proprio sul terreno del lavoro, che resterà comunque quello decisivo per il destino di tutti i cittadini. Dare la colpa di questo possibile esito finale alla globalizzazione può sembrare oggi banale ma inevitabile. Tuttavia, esasperare i conflitti interni – tanto più quelli ideologici – senza tener conto di cosa succede nel mondo sarebbe il peggiore degli errori.

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One thought on “Sempre più potere a chi ce l’ha già

  1. Le dichiarazioni di Marchionne sono surreali di Monica Cerruti da Nuova Società Il susseguirsi di dichiarazioni di Sergio Marchionne di ieri sono surreali.
    L’ad ritiene offensivo il fatto che si vogliano conoscere i dettagli del piano di Fabbrica Italia, affermando di non aver chiesto alcun finanziamento.

    Sarebbe comprensibile, anche se non giustificabile, se Sergio Marchionne fosse neo-nominato da pochi mesi. In realtà, è amministratore delegato di Fiat dal 2004.
    Sotto la sua guida l’azienda ha potuto godere di diversi sostegni, le famose rottamazioni, nonché un intervento a Mirafiori da parte della Regione Piemonte e enti locali, che hanno stanziato nel 2005 circa 70 milioni di euro, praticamente a fondo perduto.

    Non comprendiamo dunque i suoi toni così aggressivi, se fosse così certo di muoversi nel giusto e in sintonia con il sentire comune.
    Purtroppo può alzare la voce perché ha di fronte una politica industriale inesistente a destra e in preda alla confusione a sinistra.
    http://www.nuovasocieta.it/attualita/10329-le-dichiarazioni-di-marchionne-sono-surreali.html

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