Il Giornale a Tremonti se tradisci Silvio sei morto

Il Giornale a Tremonti se tradisci Silvio sei morto Di Riccardo Spiga Da Teleipnosi Certo i metodi paramafiosi de Il Giornale a base di ricatti e bastonate mediatiche sono inquietanti, ma il gioco del quotidiano della Real Casa – la difesa a oltranza del padrone senza se e senza ma – è talmente scoperto che Sallusti e company ormai più che indignazione provocano pietà e compassione. Come commentare per esempio l’apertura di ieri, un fondo di Mario Giordano – uno che se non fosse stipendiato dal sultano probabilmente per campare sarebbe costretto a doppiare i puffi – dal titolo cubitale “Tremonti non fare Fini”? Semplicemente non si può, perché l’operazione di intimidazione è talmente palese che non troviamo nulla su cui chiosare. E allora affidiamoci alla nostra satira di Parla come mangi. Come al solito il virgolettato rappresenta il testo originale mentre la traduzione politicamente scorretta è in corsivo. “Caro Tremonti, otti­mo lavoro, ma ades­so non fare il Fini. (…) Il dato del fabbiso­gno registrato ieri dal Teso­ro (­ 19,3 miliardi di euro ri­spetto al 2009) è il sigillo sulla tua gestione magi­strale dei conti pubblici. Complimenti. Ma ora che hai risparmiato su tutto e che ci hai risparmiato il crac finanziario, ti preghia­mo, o divin ministro, ri­sparmiaci pure da un’al­tra odissea politica. Come Ulisse saresti perfetto. Ma come “nessuno” ci basta Gianfranco”. Non ci importa una mazza della tua illuminata gestione dei conti pubblici, se tradisci Silvio non ci mettiamo nulla a farti fare la fine di quella mezza sega di Fini! “Ma, ecco, se mai un gior­no ti balenasse l’idea di ur­lare «che fai, mi cacci?», in faccia a Berlusconi, maga­ri dopo aver pianificato il tentativo di farlo secco, beh, non dimenticare che la strategia non è mai risul­tata vincente. Anzi: finora tutti quelli che si sono mes­si lì a preparare il dopo- Sil­vio, si sono trovati, in real­tà, a fare i conti con il dopo ­se stessi”. In altre parole, se tocchi Berlusconi sei finito, morto, andato, fottuto. Chiaro il concetto? “Le solite malelingue, si capisce. Noi continuiamo a pensare che un tuo tradi­mento sia impossibile, co­me la vittoria del Porto­gruaro in Champions Lea­gue. Ma, a pensarci bene, anche il tradimento di Fi­ni sembrava impossibile un anno fa. Lo sai come va il mondo, no? E, dunque, per evitare che lo zampo­ne ci vada di traverso con tutte le sue lenticchie, ab­biamo il dovere di infor­marti”. Siccome siamo convinti che un tuo tradimento sia altamente probabile, vogliamo essere corretti e minacciarti per tempo: uomo avvisato mezzo salvato. “E allora ci viene un dubbio, caro ministro: siccome noi siamo convinti che tu non stai preparando sorprese e che non stai lavorando dietro le quinte per fare le scarpe a Berlusconi, perché non dici una parola chiara per spazzare via i dubbi? Perché non ti liberi dai sospetti? Perché non scacci le ombre?”. Anzi, fai una cosa: sbrigati a smentire tutto e a giurare eterna fedeltà al padrone: potremmo non essere così pazienti. Ci sono già un paio di dossier sul tuo conto, non farci fare i cattivi Giulio. Sii ragionevole, resta con noi.

Qui le altre puntate di Parla come mangi.

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