Frattini a Nessma Tv in elogio di Bettino Craxi

Una di quelle gagliarde domande che solo noi cittadini italiani ci possiamo permettere Di Daniele Sensi Da L’AntiComunitarsta Ma il Franco Frattini che oggi si infervora con il Brasile per la mancata estradizione di Battisti, intollerabile sfregio all’onorabilità del nostro sistema giudiziario, sarà mica quello stesso ministro degli Esteri che giusto un anno fa se ne andava in Tunisia, ospite della televisione maghrebina di Silvio Berlusconi, a sperticarsi in un panegirico di Bettino Craxi, latitante per la legge italiana ma esule politico secondo il governo di Tunisi che alle ripetute richieste di estradizione mai rispose proprio perché riteneva la posizione “dell’illustre ospite estranea all’ambito di applicazione della Convenzione italo-tunisina del ’67”? continua leggi su L’AntiCominitarista

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One thought on “Frattini a Nessma Tv in elogio di Bettino Craxi

  1. Frattini meglio della Littizzetto Da Nuova Società di Battista Gardoncini*

    Una domandina facile facile. Fazio ha appena ospitato il ministro degli Esteri Franco Frattini, quello dalla boccuccia a cuore e l’ orologio d’ordinanza fuori dal polsino della camicia, e Luciana Littizzetto, che presentava il suo ultimo libro su “I dolori del giovane Walter”. Chi dei due ha fatto più ridere?
    Mi spiace per Luciana, ma secondo me non c’è stata storia. Partiva in vantaggio, visto che il Walter del suo libro, nonostante tutte le apparenze, non è Veltroni ma un pisello umano descritto con l’abituale dovizia di particolari. Invece il buon Frattini, che pure si è dovuto cimentare con temi caldi come l’ultima vittima italiana in Afghanistan, il terrorismo internazionale, la Libia di Gheddafi, le rivelazioni di Wikileaks, l’estradizione di Battisti e le scappatelle del principale quando va in Russia a visitare l’amico Putin, l’ha decisamente surclassata.

    Lo so che la comicità involontaria è sempre superiore a quella preparata a tavolino. Ma sono le dimensioni della vittoria a stupire.
    Sì è vero – ha spiegato il nostro ineffabile ministro – in Afghanistan siamo in missione di pace, ma ogni tanto si spara e muore qualcuno. Però volete mettere come si stava prima? Adesso sì che le donne afghane contano qualcosa. E soprattutto adesso sì che gli imprenditori possono portare avanti i loro piccoli business. Ha detto proprio così, “business”, e sul momento il cerone di cui era abbondantemente cosparso mi ha impedito di capire se fosse arrossito o meno. Poi però lo ha ripetuto una seconda volta, specificando che il business, nella terra leader mondiale nella produzione dell’oppio e dell’hashish, era lo zafferano. A quel punto, cerone o non cerone, ho capito di avere davanti un vero fuoriclasse. E il seguito non mi ha deluso.
    Sempre sull’Afghanistan: ci siamo andati per combattere il terrorismo internazionale. Che resta una grandissima minaccia, è arrivato nello Yemen, in Arabia e in un sacco di altri posti. Ma non in Libia, dove per fortuna c’e’ Gheddafi che vigila. Comunque, siccome prima il terrorismo stava soltanto in un punto imprecisato della frontiera tra l’Afghanistan e il Pakistan, adesso che si è esteso non c’è’ più ragione di restare in Afghanistan. E dunque prima dell’estate ce ne andremo.

    Su Wikileaks: con le sue rivelazioni ha messo in pericolo la pace in Medio Oriente, perché adesso gli iraniani sanno che ci sono altri paesi arabi pronti a attaccarli. A quel punto Fazio ha perso un po’ della sua ben nota imperturbabilità e lo ha guardato per capire se stesse scherzando. E lui, imperterrito: è proprio così. Soltanto chi non sa nulla di politica internazionale non se ne rende conto.
    Infine, il clou. Perchè Berlusconi, accogliendo a Roma l’amico Gheddafi, ha trasformato una visita di stato in spettacolo di varietà con tanto di harem appositamente scritturato? Ma perchè lui – Gheddafi – è fatto così. E poi perchè lui – Berlusconi – ha pensato che quello fosse il modo migliore per farsi perdonare le atrocità degli italiani in Libia.
    Uomo sensibile e di grandi sentimenti, il principale. Che in Russia, da Putin, ci va perché sono tanto amici. E le feste che combinano nelle loro dacie surriscaldate sono fatti loro. Esclusivamente fatti loro.
    Frattini disse. E io, per la prima volta nella storia di Che tempo che fa, quando è arrivata Lucianina Littizzetto mi sono annoiato.
    http://www.nuovasocieta.it/editoriali/10396-frattini-meglio-della-littizzetto.html

    Caso Battisti: sta a vedere che adesso è colpa nostra DI Roberto Delponte da Free Italian Press

    Ieri il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è tornato a parlare del caso Battisti. Però lo ha fatto in un modo che, personalmente, non condivido. E’ la prima volta che mi trovo completamente in disaccordo con Napolitano che, per inciso, rispetto e ammiro.
    Il Presidente della Repubblica, parlando da Ravenna dove si trovava per il 150° anniversario della Repubblica Italiana, ha detto che la mancata estradizione di Cesare Battisti potrebbe essere imputabile “all’incapacità della cultura e della politica italiana di trasmettere il significato vero degli anni del terrorismo in Italia”. Come a dire, non ci siamo spiegati bene, non abbiamo spiegato a Lula che i morti ammazzati da Battisti non erano giustificabili per una democrazia.

    A parte che Battisti è molto lontano da qualsiasi schieramento politico, fosse anche rivoluzionario. Egli era ed è un delinquente comune che ha scoperto la possibilità di rifugiarsi dietro allo scudo dell’asilo politico in Francia. Non c’entra niente con i seppur esecrabili terroristi rossi che almeno ammazzavano per una ideologia, sbagliata certo, ma sempre una idea politica. Battisti è un delinquente e probabilmente uno psicopatico.

    Mi dispiace, ma non sono affatto d’accordo con il Presidente Napolitano. Noi non abbiamo sbagliato niente nello spiegare il concetto di “terrorista” e Lula non ha capito male. Lula ha capito benissimo solo che aveva ottenuto dal nostro Premier l’assicurazione che nessuno avrebbe sollevato problemi in cambio di un po’ di affarucci. Se poi il Premier, pressato dall’opinione pubblica, ha dovuto fare (all’apparenza) marcia indietro è un altro discorso.

    E allora non andiamo a cercare strambe giustificazioni che non servono a niente e a nessuno. La realtà, triste, è che Battisti se la caverà e l’Italia, o meglio, Finmeccanica, continuerà a fare i suoi affari con il Brasile. Perché, mica crederete che il Parlamento non ratificherà l’accordo di partnership militare con il Brasile per via di Battisti o di Lula? Mica sarete davvero così ingenui? E allora ammettiamolo, ammettiamo la vergogna, ammettiamo che ci siamo prostituiti per far fare un affare a Finmeccanica. Sarebbe molto più onesto che continuare in questa incredibile presa in giro.

    Roberto Delponte

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    http://www.freeitalianpress.org/2011/01/09/caso-battisti-sta-a-vedere-che-adesso-e-colpa-nostra/

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