La formula del capitalismo produci consuma crepa

La formula del Capitalismo: “Produci-Consuma-Crepa.” di Alessio Cazzola. Da Liberalvox “Potrà una società che si è così gettata su una eccessiva commercializzazione funzionare ancora come una democrazia deliberativa? Potrà il pubblico ancora trovare e sviluppare la sua voce sovrana? O, viceversa, il suo carattere è stato così profondamente trasformato dai media commerciali da stroncarne per sempre l’abilità di partecipare alla vita pubblica?” (da ‘Silent Theft’ di David Bollier, Ed. Routledge, NY-Usa 2003, pag. 148). Nelle società occidentali la vita pubblica e l’attivismo dei cittadini sono stati praticamente stroncati dalla società dei consumi e dalle economie neo-liberali. Nelle persone è morta la consapevolezza e il senso critico di fidarsi del proprio intelletto, stiamo vivendo una fase di sonno perenne, in cui la gente non riesce più ha reagire ad alcuna ingiustizia sociale o crimine che venga commesso nei suoi confronti e nei confronti dei suoi diritti civili. Ai giovani manca la capacità e la possibilità di esprimersi, gli spazi pubblici sono ormai inondati da messaggi pubblicitari, la cosiddetta piazza è ormai stata sostituita da spazi virtuali (social network, blog…) e dai centri commerciali. Qualche anno fa la rivista americana Forbes (ovvero i profeti a mezzo stampa del capitalismo americano) titolava con un enorme scritta “HIGH OCTANE CAPITALISM AHEAD”. Che tradotto significa “Ci aspetta un capitalismo a tutto gas”, di fronte a questo non viene altro che pensare che quell’enorme scritta rappresenti purtroppo la verità, la nostra vita si baserà esclusivamente sui consumi e si realizzerà la tanto predicata formula: “Produci-Consuma-Crepa.” Il Capitalismo dei beni di consumo ha vinto, e questo non possiamo negarlo, per questo in quanto cittadini dobbiamo cercare di ricreare consapevolezza e sensibilità tra la gente e cercando di mobilitare intere masse. Ci hanno fatto passare dall’Era dei Diritti, all’Era della Contrattazione sul grado di abolizione dei diritti. Non so se avete capito. Qui non si tratta di “bisticciare” sui dettagli di questa o di quella corruttela, di questo o di quel modo di fare politica. Non si tratta di negoziare i dettagli di una prigionia infame, non si tratta di negoziare se la nostra catena ai piedi deve essere lunga un metro o tre, come fanno anche i ‘nuovi paladini dell’Antisistema italiano’, come fanno i sindacati, come fa la sinistra. Qui non si tratta di dialogare con questo Sistema. No, basta, fine. Continua

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