I portatori d’acqua

I portatori d’acqua Di Walter Peruzzi Da Cronache Laiche Da Ratzinger a Bagnasco è tutto un correre in aiuto a Berlusconi e le ragioni non sono difficili da capire. Un governo appeso a un filo – specie se il filo si chiama Casini, che il Vaticano ha molte possibilità di tirare dove vuole – è disposto a dare alla Chiesa, in cambio di un “aiutino”, tutto quel che domanda e anche più. E’ una occasione da non perdere, nel quadro di un do ut des che dura da duemila anni, per gente di provata e sicura immoralità come papi, vescovi e cardinali. Ma i cattolici “buoni”? Hitler, Berlusconi e Bossi sono personaggi a dir poco discutibili. Ma chi li ha eletti non è innocente. Ciò vale anche di più nel caso del papa che, come diceva Stalin, non ha “divisioni”. Non ha le squadracce di Hitler o i media di Berlusconi con cui ingannare o “convincere” gli elettori. Ha soltanto il dogma dell’infallibilità, buono forse per le vecchine analfabete, ma cui certo non crede – specie in materia di politica – un plotone di preti e di laici che potrebbe quindi invitare il “gregge”a rivoltarsi contro le “guide cieche”. Anzi, costringerle alle dimissioni. Potrebbero  mettere a soqquadro le parrocchie, predicare o volantinare contro il papa alle Sante messe. Perché non lo fanno? Perché i cattolici ”buoni”, i “famigliacristiana”, i “paxchristi”, i “mosaicidipace” e compagnia cantando (con le isolate e ininfluenti eccezioni di qualche prete o laico che scrive su Miromega, sul Manifesto o su semisconosciuti siti internet), invitano fratelli e sorelle a manifestare contro la guerra il razzismo la mafia, ma mai contro quell’associazione, la Chiesa cattolica, della quale loro stessi fanno parte, magari come ministri del culto? Perché arrivano anche ad attaccare Berlusconi, ma mai la gerarchia e il papa che lo sostengono? Perché non vanno al di là della critica indiretta, una specie di mugugno che non disturba granché il manovratore? Portatori d’acqua del Vaticano E’ forte il sospetto che si tratti di un osceno gioco delle parti, che i cattolici “buoni” manifestino a favore delle giuste cause proprio per suscitare reazioni di consenso verso la religione cattolica da parte dei non credenti creduloni, cioè per dare una copertura a sinistra al cattolicesimo e di riflesso, piaccia o no, al Vaticano. In ogni caso, quali che siano le intenzioni, il ruolo dei cattolici “buoni” è stato e seguita ad essere quello di portatori d’acqua, messi ai margini fino a quando l’opportunità di mutare casacca non consiglia alla Chiesa di esibirli e usarli come apripista per il “nuovo corso”. “La Chiesa”, tuonano i laicisti, “è stata contro l’unità d’Italia, reazionaria”. “Ma cosa dite mai, non vi ricordate dei cattolici liberali?” “La Chiesa si è schierata col fascismo”, affermano i rossi. “Ma cosa dite mai, non vi ricordate il contributo alla resistenza delle brigate partigiane cattoliche?” E in effetti, mentre vescovi e parroci erano impegnati a strappare dalla tonaca i compromettenti simboli del fascio, non mancavano i cattolici “buoni” che morivano per preparare il terreno cosicché, caduto il fascismo, la democrazia rinascesse, almeno, come Democrazia cristiana… Oggi le cose non vanno diversamente. Ruini, Bagnasco, Ratzinger guidano le danze pro Berlusconi e Bossi. Casini, con mossette pudiche, sta al ballo. La Bindi ci soffre. E gli eroici “progressisti” di frontiera parlano d’altro – di pace, di accoglienza, di mafia, anche di come è brutto Berlusconi. Di quanto serve a far credere che i cattolici amano gli “ultimi”, e volgono loro uno sguardo partecipe e compassionevole, anche se la “loro” Chiesa sta banchettando coi “primi”. Così, digiunando oggi al posto di papi, vescovi e cardinali, i cattolici “buoni” assicurano loro lauti banchetti ancora per molti anni a venire.

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